Tecniche

N.B. Le dosi e le quantità indicate sono fornite a titolo indicativo e non impegnano la nostra ditta per i risultati ottenuti.

 

l'Affresco 

L'affresco cos'è e come si esegue

metodo Calicot

Cartapesta

Carboncino

Doratura

Mistione per dorare

Doratura a spolvero

Ammanitura

Come ottenere della polvere dalle foglie metalliche oro - argento

Mordenti per applicare la foglia d'oro

Asiso - gesso per dorare

Doratura a foglia

Tombacco

Doratura a guazzo

Mecca

Dipingere ad olio un metallo

Effetto marmo

Encausto

Encausto su legno

Cera punica per l'encausto

Preparazione delle tele per dipingere 

Imprimitura

Imprimitura alla caseina

Mestica Magra

Mestica Grassa

Mestica per pastelli

Preparazione di una tela screpolata

Trompe L'oeil

Velatura

 

 

l'Affresco - cos'è e come si esegue                                         torna su

Viene chiamato affresco o pittura a buon fresco quel tipo di pittura murale fatto con pigmenti colorati  impastati con acqua e distesi su intonaco fresco, adoperando la calce come bianco.Per ottenere risultati migliori occorre che l'intonaco essicchi molto lentamente; completata l'essiccazione sulla superficie si forma una crosta dura compatta e cristallina che imprigiona e protegge il colore offrendo una resistenza al colore nei confronti degli agenti atmosferici. I pennelli adatti all'esecuzione dell'affresco devono avere setole lunghe e morbide, infatti i migliori sono quelli in vaio, anche se sono molto costosi, l'importante è comunque , che i pennelli nel dipingere siano elastici e morbidi in modo che l'intonaco non venga raschiato.Il muro , che è il supporto ideale per un affresco, deve essere compatto e omogeneo .L'intonaco è composto da due strati : l'arricciato e il tonachino. L'arricciato è composto da un impasto ( malta) di calce e sabbia fatto aderire al muro  per sbattimento con la cazzuola formando uno spessore compreso fra 1 e 3 cm e spianato con uno sparviero di legno facendo attenzione che la superficie rimanga scabrosa e segnata ( da qui il nome di arricciato ) .Su questa superficie si stende l'intonaco o tonachino costituito da due parti uguali di calce spenta , sabbia finissima e polvere di marmo dando uno spessore compreso tra i 2 e i 6 mm. Poichè per eseguire un affresco il colore va apposto su intonaco fresco , la superficie da intoncare deve essere poco più grande della zona che il pittore è in grado di dipingere in una giornata di lavoro e la parte eccedente si fa poi cadere per essere rifatta alla ripresa del lavoro .

 

metodo Calicot  

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Dopo aver eseguito l'affresco , si attende che l'intonaco dipinto sia ben asciutto .Si incolla su questo ultimo una tela e  la si strappa , asportando in questo modo il dipinto che resta incollato ad essa.Si incolla , poi , la tela strappata su di un'altra e si riporta il dipinto .Si scioglie la prima colla si stacca la prima tela e l'affresco resta trasferito sulla seconda ed infine si ritocca , si invecchia e si intelaia.

 

Cartapesta                                                                                    torna su

Tagliuzzare la carta , immergerla in acqua tiepida per tre giorni, con un aggiunta di aceto avendo cura di rimestare.Far bollire rimestando e lasciare a macero per un giorno.Avvolgere l'impasto in un pezzo di tela a trama larga e batterla per eliminare l'eccesso d'acqua.Immergere nuovamente in acqua calda con un pò di amido di riso , farina e albumina d'uovo e quindi impastare.Per impermeabilizzare la cartapesta a lavoro ultimato si passa dell'olio di lino o vernice finale.Per l'ignifugazione della cartapesta bisogna aggiungere nell'impasto: gesso, calce, bianco di spagna e pomice o borato.

 

Carboncino                                                                                    torna su

Un tempo , per la fabbricazione dei carboncini veniva utilizzata una pianta, la fusaggine, detta anche "barretta di prete"; oggi viene invece usato il legno di salice, decisamente più facile da reperire.

 

Doratura                                                                                        torna su

L'oro è stato utilizzato fin dalla più remota antichità come elemento decorativo in opere d'arte, finiture e arredi..Secondo alcuni archeologi la doratura nasce e si sviluppa con lo scopo di preservare e rendere eterno un oggetto, così fu per il sarcofago di Tutankhamon o la maschera di Agamennone.Tale tecnica si è sviluppata e arricchita, col passare dei secoli, di nuovi metodi e sistemi di applicazione offrendo oggi una vasta scelta di tecniche ed effetti.

 

Mistione per dorare                                                                     torna su

Il nome missione o più correttamente mistione, deriva dall'uso di ottenere questa vernice adesiva, usata nelle tecniche della doratura, dalla mescolanza (mistione appunto) di olio e resina incorporati e cotti a caldo.In genere si trovano vari tipi di mistione, anche all'acqua.Talvolta questi prodotti, con uso antico, portano il nome del tempo massimo di possibile utilizzo. Così avremo mistioni dal curioso nome come "tre ore" .Applicata a pennello, la mistione , detta da alcuni anche mordente, va lasciata seccare fino al giusto punto  che si verifica scorrendo un dito sullo strato da poco applicato:se è pronto all'uso la pelle tenderà ad aderire, se è invece troppo secco la pelle tenderà a scivolare come su una superficie di ceramica. 

 

Ammanitura                                                                                  torna su

ovvero: preparazione della superficie lignea per ricevere la doratura.10 parti di colla di coniglio + 120/140 di acqua il tutto a bagnomaria in una terrina.Quando la colla sarà sciolta, filtrare.Nella stessa , ben calda, versare piccole dosi di gesso di bologna  fino all'affioramento del gesso sulla superficie della colla.Solo adesso si rimescola con un pennello, aspettare qualche minuto prima di usarla per evitare bolle. 

 

Mordenti per applicare la foglia d'oro                                      torna su

Mordente del sec. xiv Spremere dei pezzi d'aglio , filtrare filtrare il succo e impastare con biacca e bolo, far invecchiare in un vasello ben chiuso più tempo possibile.Al momento dell'uso aggiungere un pò di urina.

Mordente a cera.I mordenti a cera vennero usati dai decoratori, doratori e anche da artisti della pittura murale per particolari applicazioni dell'oro.La doratura con mordente a cera è la più rapida e permette l'applicazione della foglia d'oro immediatamente dopo la stesura della missione e anche fino ad un paio di giorni dopo.Un esempio di mordente ceroso della seconda metà dell'ottocento è il seguente: Cera d'api 2 parti - Petrolio 1 parte - Olio di lino 1 parte.Sciogliere a bagnomaria la cera d'api e la si versa , lontano dal fuoco, nella miscela di petrolio e olio di lino applicandola ancora calda sulla superficie da dorare. Se si vuole si può colorare con dell'ocra gialla o con del giallo di cromo e bianco di zinco per ottenere un effetto stile "novecento".La missione deve essere applicata in una mano sottile e ben tirata, cercando di evitare lacune o zone più spesse.Per la colorazione si possono usare oltre che i classici pigmenti, anche i mordenti ad acqua , alcool o ai grassi tenendo presente che ogni addizione, diluizione o variazione va ad influire sui tempi di essiccazione.

 

 

Doratura a foglia                                                                          torna su

Sulla ammanitura applicare: 1) fissativo con gommalacca e spirito, fino ad assorbimento.2) carteggiare. 3) applicare la missione 4) applicare la foglia oro 5) gommalacca diluita al 5%, quindi far asciugare e spazzolare. 6)Zapon diluita al 10% con solvente nitro. 7) Patina dopo circa 6-7 ore.

 

Doratura a guazzo                                                                       torna su

Si definiscono dorature a guazzo tutti quei metodi di doratura che prevedono l'utilizzo di collanti acquosi.Questo sistema offre ottimi risultati di lucentezza e brillantezza dell'oro sfruttando le caratteristiche del bolo e della colla reattivi mediante bagnatura.

 

Doratura a spolvero                                                                    torna su

La doratura a spolvero si ottiene proiettando su uno strato di colore o collante polveri del colore metallico desiderato: ricoprire la superficie dell'oggetto con uno smalto di colore ocra gialla o meglio con una speciale missione per doratura o ancora con un medio per bronzare.Quando la pittura o la missione cominciano a seccare , cioè quando sono in uno stadio in cui la vernice comincia a "tirare" , spolverate sulla superficie la polvere metallica battendola con un sacchettino di garza o facendola cadere da un colino da tè proprio come quando si spolverano i dolci con lo zucchero a velo.Dopo questa operazione e l'avvenuta essiccazione si passa sulla superficie un panno morbido che serve per eliminare l'eccesso di polvere metallica.Se non si vuole procedere alla patinatura dell'oggetto è consigliabile applicare uno strato di fissativo per disegni o uno strato di vernice da ritocco.

 

Come ottenere della polvere dalle foglie metalliche oro - argento                                                                                          torna su

Impastare i cascami di foglia , già lavati con acqua e sapone, con una soluzione gommosa di destrina, gomma arabica e zucchero più acqua tanto da fare una pasta assai densa, che deve essere stesa su lastre di zinco e fatta essiccare. In un mortaio si polverizza col pestello poi si filtra con acqua tiepida, infine un ultimo passaggio con alcool e lasciare di nuovo essiccare.

 

Asiso - gesso per dorare                                                            torna su

Gesso spento + biacca + bolo + zucchero + acqua . Fare seccare e stemperare in chiara d'uovo

 

Tombacco                                                                                      torna su

E' un tipo di doratura a similoro con effetti particolari; usando acidi come il solfuro di potassio, nitrato di rame, colori ad olio diluiti.

 

Mecca                                                                                             torna su

E' un antica tecnica di doratura del legno, originaria , forse , della antica città araba omonima.Tra le tecniche tradizionali di doratura, questa risulta la più economica, perchè al posto della foglia d'oro normalmente viene usata la foglia d'argento, convenientemente trattata con velature di vernice trasparente a base di lacca, dalla tonalità giallo oro.

 

Dipingere ad olio un metallo                                                      torna su

Per dipingere ad olio un metallo passare sulla superficie metallica succo d'aglio

 

Effetto marmo                                                                              torna su

Preparare un supporto di legno con gesso bologna e colla di coniglio, levigare con carta abrasiva sottile, stemperare i pigmenti in polvere nel latte e con una penna di gallina o similare stendere il colore sulla superficie , quando sarà asciutto strofinare con la pietra di agata.

 

Encausto                                                                                        torna su

Dopo aver dipinto su intonaco fresco con pigmenti stemperati in acqua ( affresco ) , si ricopre il dipinto con uno strato di cera punica ( sbiancata ) sciolta a caldo con un pò di olio di lino.Si riscalda la superficie con una stufa o con un ferro caldo (castium) per far penetrare quanto più è possibile la cera nei colori.Dopo qualche giorno si lucidacon un panno di lana.

 

Encausto su legno                                                                       torna su

100 parti di cera vergine ( farla bollire a bagnomaria ) 24 parti di litargirio di piombo ( quando il tuoot ha raggiunto la saponificazione cambia colore e diventa marrone , lasciare raffreddare un pò) 200 partidi trementina veneta.

 

Cera punica per l'encausto                                                        torna su

Per sbiancare la cera d'api basta esporla per un certo tempo al sole, bollirla a bagnomaria con acqua di mare. A fusione avvenuta si prende la parte di cera più decolorata, si fa rapprendere in acqua fredda e si espone al sole per uno o due mesi.Volendo mantenerla fluida per mesticare i pigmenti in polvere occorre scaldarla a bagnomaria in parti uguali con acqua.Quando la cera è fusa si aggiunge , goccia a goccia , un pò di ammoniaca agitando il tutto con un mestolino.

 

Preparazione delle tele per dipingere                                     torna su

La tela grezza non preparata può essere di lino, cotone, juta , mista o di lino con cotone e juta a grana extra fine, media, grossa o extra grossa.La tela grezza deve essere perfettamente ispezionata per eliminare ogni imperfezione .Il tessuto viene poi rasato in modo da eliminare i pelucchi del filo, spolverato e spazzolato.Viene quindi trattata con pietra pomice, ancora senza alcun fondo.Si bagna il tessuto , lo si passa con la pomice, lo si spazzola con cura fino ad ottenere una superficie pulita ed uniforme. Dopo si procede con la preparazione con colla di pelle di coniglio. L'incollaggio ha la funzione di proteggere il tessuto e di non permette che il colore lo deteriori Queste prime tre fasi sono uguali per tutti i tipi di preparazione .Il primo strato di fondo  è costituito, per le tele per colori ad olio,da una mescolanza speciale di bianco di zinco, olio di lino e trementina. A secondo del tipo di tele vengono date più mani successive.Ogni strato deve essere lasciato asciugare per tre giorni  .La superficie viene poi di nuovo trattata con pietra pomice .Ultimo strato di fondo a base di biacca , olio di lino e trementina va lasciato asciugare almeno per dieci giorni.Una preparazione poco assorbente è adatta per i colori ad olio, acrilici e acquarello.Dopo le prime tre fasi le tele vengono spalmate per due volte con un impasto di bianco di titanio con un legante acrilico.MEntre unna preparazione leggermente più assorbente è adatta per i colori ad acqua.

 

Imprimitura                                                                                   torna su

60 gr di colla di coniglio o gelatina di pesce per 1 lt d'acqua; far sciogliere a bagnomaria mescolando di continuo .A soluzione avvenuta aggiungere un pò di melassa o zucchero ed applicare sulle due parti della tela. 

 

 

Imprimitura alla caseina                                                            torna su

Questa preparazione offre le maggiori garanzie per la consistenza e la solidità.Per le tavole si procede in tal modo:

Si prende del bianco di zinco e si macina in altrettanta quantità di acqua facendo attenzione a non far essiccare la pasta così ottenuta.

Si prendono 5 gr di questa pasta e si mescolano con 70 gr di colla di caseina e con una pennellessa si da una mano alla tavola.

Si lascia seccare a mite temperatura, indi si applica un secondo strato di 60 gr di colla di caseina e 20 gr di bianco di zinco macinato con acqua lasciando asciugare.Si fa seguire ancora un terzo strato di 50 gr di colla di caseina e di bianco di zinco sempre macinato con acqua.

Allorchè la superficie sarà ben asciutta si levigherà con pietra pomice in poolvere e si applicherà da ultimo una soluzione di 40 gr di colla di caseina e 40 gr del detto bianco di zinco stendendo questa soluzione con accurata attenzione perchè quest'ultima mano va lasciata senza passare la pomice.

Per le tele si può adottare lo stesso procedimento con la sola differenza che la superficie, dopo il primo strato , dovrà essere sfregata con carta vetrata 2/0 per estirpare fili e nodi della tela.

N.B. Per questo tipo di imprimitura alla caseina tanto per il legno della tavola quanto per la tela grezza , prima di applicare l'imprimitura , devono essere sgrassati con benzina o alcool onde togliere ogni traccia di untume sul quale la colla di caseina non aderirebbe.

tratto dal " Manuale pratico di tecnica pittorica " di Gino Piva

 

 

Mestica Magra                                                                              torna su

Nella colla calda , dopo averla filtrata, versare del gesso di bologna fino all'affioramento e solo allora rimescolare.Applicare da una a tre mani e carteggiare.

 

Mestica Grassa                                                                             torna su

Come il procedimento della mestica magra aggiungendo ancora un pò di olio di lino con una o due gocce di fiele di bue.Si può aggiungere del litopone e della trementina

 

Mestica per pastelli                                                                     torna su

Stesso procedimento della mestica magra con l'aggiunta di pomice in polvere

 

Preparazione di una tela screpolata                                  torna su

1 kg di farina 00 + terra ombra bruciata, 300 gr di colla vinilica e acqua quanto basta.Ottenere dalla mescolatura dei suddetti prodotti una pasta che andrà stesa e fatta asciugare, vicino ad una fonte di calore, sulla superficie di una tela.La screpolatura avverrà per la fermentazione della farina.Si può applicare una vernice finale opaca, oppure del fissativo per tempera, prima di dipingere.In questo modo si otterrà una preparazione di una tela screpolata per dipingere ritratti, paesaggi , fiamminghi ecc.

 

Trompe L'oeil                                                                                torna su

"Inganno dell'occhio": è questa la traduzione letterale dal francese e nulla lascerebbe pensare ad opere d'arte.Gli ingredienti sono: il colore ; la prospettiva , e soprattutto il talento e il lavoro paziente e minuzioso di artisti professionisti., il tutto fuso all'architettura della superficie sulla quale si vuol realizzare l'opera.

 

Velatura                                                                                         torna su

La velatura può trasformare completamente un dipinto, in quanto conferisce alle superfici una preziosa semitrasparenza che esalta le forme del soggetto.La velatura, quindi, consiste in uno strato trasparente di colore applicato su un altro colore opaco e asciutto.In questo modo i due colori assumono una intensità e vividezza molto differenti dagli effetti ottenuti da una semplice mescolanza dei due, questo perchè la luce filtra attraverso la velatura trasperente e si riflette sul colore sottostente , dando così al dipinto un carattere quasi tridimensionale.La velatura è stata largamente impiegata fino al XIX secolo e artisti del calibro di Rembrandt, Rubens, Turner furono tra coloro che l'adottarono. Fin  da quell'epoca ,tuttavia, molti artisti hanno preferito un metodo più immediato e meno elaborato ,chiamato " Alla Prima", consistente nel miscelare i colori  direttamente sulla tela. Poichè la velatura è una tecnica di "bagnato" e "asciutto" è indispensabile che venga eseguita in modo progressivo: infatti la tela su cui si applica un colore può impiegare  diverso temo per asciugarsi, occorre quindi tenere ben presente che l'impazienza può rischiare di far rovinare l'effetto di traslucido tipico di questa tecnica.Difatti se verrà solo leggermente bagnato , il colore sottostante si altererà e si mescolerà con quelli attigui.Se si è insoddisfatti del colore della velatura si può semplicemente coprirla con una nuova  .In questo modo si possono sovrapporre inumerevoli velature:Tiziano, talvolta , ne usava anche trenta.Per eseguire una velatura soddisfacente è indispensabile sapere combinare i diversi colori .Per rendere più agevole l'applicazione della velatura e per conferire al colore la lucentezza tipica dello smalto è necessario usare i medium .un buon medium può essere preparato miscelando olio di lino ed essenza di trementina in parti uguali .Le proporzioni devono essere precise : troppo olio farà espandere la velatura sulla tela ,mentre troppa trementina attenuerà l'effetto brillante. L'effetto impressionistico di un cielo abbagliante nella calda luce solare può essere ottenuto ad esempio:applicando una velatura blu su fondo giallo.Stendere uno strato spesso e irregolare di giallo di cadmio miscelato con bianco di titanio , lasciare asciugare.Miscelare un pò di blu cobalto e bianco di titanio , aggiungere il medium e applicare la velatura sul fondo precedente.

 

 

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