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N.B. Le dosi e le quantità indicate sono fornite a titolo indicativo e non
impegnano la nostra ditta per i risultati ottenuti.
l'Affresco - cos'è e come si esegue
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| Viene chiamato affresco o pittura a buon fresco quel tipo
di pittura murale fatto con pigmenti colorati impastati con acqua e
distesi su intonaco fresco, adoperando la calce come bianco.Per ottenere
risultati migliori occorre che l'intonaco essicchi molto lentamente;
completata l'essiccazione sulla superficie si forma una crosta dura
compatta e cristallina che imprigiona e protegge il colore offrendo una
resistenza al colore nei confronti degli agenti atmosferici. I pennelli
adatti all'esecuzione dell'affresco devono avere setole lunghe e morbide,
infatti i migliori sono quelli in vaio, anche se sono molto costosi,
l'importante è comunque , che i pennelli nel dipingere siano elastici e
morbidi in modo che l'intonaco non venga raschiato.Il muro , che è il
supporto ideale per un affresco, deve essere compatto e omogeneo
.L'intonaco è composto da due strati : l'arricciato e il tonachino.
L'arricciato è composto da un impasto ( malta) di calce e sabbia fatto
aderire al muro per sbattimento con la cazzuola formando uno
spessore compreso fra 1 e 3 cm e spianato con uno sparviero di legno
facendo attenzione che la superficie rimanga scabrosa e segnata ( da qui
il nome di arricciato ) .Su questa superficie si stende l'intonaco o
tonachino costituito da due parti uguali di calce spenta , sabbia
finissima e polvere di marmo dando uno spessore compreso tra i 2 e i 6 mm.
Poichè per eseguire un affresco il colore va apposto su intonaco fresco ,
la superficie da intoncare deve essere poco più grande della zona che il
pittore è in grado di dipingere in una giornata di lavoro e la parte
eccedente si fa poi cadere per essere rifatta alla ripresa del lavoro . |
metodo Calicot
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| Dopo aver eseguito l'affresco , si attende che l'intonaco
dipinto sia ben asciutto .Si incolla su questo ultimo una tela e la
si strappa , asportando in questo modo il dipinto che resta incollato ad
essa.Si incolla , poi , la tela strappata su di un'altra e si riporta il
dipinto .Si scioglie la prima colla si stacca la prima tela e l'affresco
resta trasferito sulla seconda ed infine si ritocca , si invecchia e si
intelaia. |
Cartapesta
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| Tagliuzzare la carta , immergerla in acqua tiepida per tre
giorni, con un aggiunta di aceto avendo cura di rimestare.Far bollire
rimestando e lasciare a macero per un giorno.Avvolgere l'impasto in un
pezzo di tela a trama larga e batterla per eliminare l'eccesso
d'acqua.Immergere nuovamente in acqua calda con un pò di amido di riso ,
farina e albumina d'uovo e quindi impastare.Per impermeabilizzare la
cartapesta a lavoro ultimato si passa dell'olio di lino o vernice
finale.Per l'ignifugazione della cartapesta bisogna aggiungere
nell'impasto: gesso, calce, bianco di spagna e pomice o borato. |
Carboncino
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| Un tempo , per la fabbricazione dei carboncini veniva
utilizzata una pianta, la fusaggine, detta anche "barretta di
prete"; oggi viene invece usato il legno di salice, decisamente più
facile da reperire. |
Doratura
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| L'oro è stato utilizzato fin dalla più remota antichità
come elemento decorativo in opere d'arte, finiture e arredi..Secondo
alcuni archeologi la doratura nasce e si sviluppa con lo scopo di
preservare e rendere eterno un oggetto, così fu per il sarcofago di
Tutankhamon o la maschera di Agamennone.Tale tecnica si è sviluppata e
arricchita, col passare dei secoli, di nuovi metodi e sistemi di
applicazione offrendo oggi una vasta scelta di tecniche ed effetti. |
Mistione per dorare
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| Il nome missione o più correttamente mistione, deriva
dall'uso di ottenere questa vernice adesiva, usata nelle tecniche della
doratura, dalla mescolanza (mistione appunto) di olio e resina incorporati
e cotti a caldo.In genere si trovano vari tipi di mistione, anche
all'acqua.Talvolta questi prodotti, con uso antico, portano il nome del
tempo massimo di possibile utilizzo. Così avremo mistioni dal curioso
nome come "tre ore" .Applicata a pennello, la mistione , detta
da alcuni anche mordente, va lasciata seccare fino al giusto punto
che si verifica scorrendo un dito sullo strato da poco applicato:se è
pronto all'uso la pelle tenderà ad aderire, se è invece troppo secco la
pelle tenderà a scivolare come su una superficie di ceramica. |
Ammanitura
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| ovvero: preparazione della superficie lignea per ricevere
la doratura.10 parti di colla di coniglio + 120/140 di acqua il tutto a
bagnomaria in una terrina.Quando la colla sarà sciolta, filtrare.Nella
stessa , ben calda, versare piccole dosi di gesso di bologna fino
all'affioramento del gesso sulla superficie della colla.Solo adesso si
rimescola con un pennello, aspettare qualche minuto prima di usarla per
evitare bolle. |
Mordenti per applicare la foglia d'oro
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| Mordente del sec. xiv Spremere dei pezzi d'aglio ,
filtrare filtrare il succo e impastare con biacca e bolo, far invecchiare
in un vasello ben chiuso più tempo possibile.Al momento dell'uso
aggiungere un pò di urina.
Mordente a cera.I mordenti a cera vennero usati dai decoratori,
doratori e anche da artisti della pittura murale per particolari
applicazioni dell'oro.La doratura con mordente a cera è la più rapida e
permette l'applicazione della foglia d'oro immediatamente dopo la stesura
della missione e anche fino ad un paio di giorni dopo.Un esempio di
mordente ceroso della seconda metà dell'ottocento è il seguente: Cera
d'api 2 parti - Petrolio 1 parte - Olio di lino 1 parte.Sciogliere a
bagnomaria la cera d'api e la si versa , lontano dal fuoco, nella miscela
di petrolio e olio di lino applicandola ancora calda sulla superficie da
dorare. Se si vuole si può colorare con dell'ocra gialla o con del giallo
di cromo e bianco di zinco per ottenere un effetto stile
"novecento".La missione deve essere applicata in una mano
sottile e ben tirata, cercando di evitare lacune o zone più spesse.Per la
colorazione si possono usare oltre che i classici pigmenti, anche i
mordenti ad acqua , alcool o ai grassi tenendo presente che ogni
addizione, diluizione o variazione va ad influire sui tempi di
essiccazione.
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Doratura a foglia
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| Sulla ammanitura applicare: 1) fissativo con gommalacca e
spirito, fino ad assorbimento.2) carteggiare. 3) applicare la missione 4)
applicare la foglia oro 5) gommalacca diluita al 5%, quindi far asciugare
e spazzolare. 6)Zapon diluita al 10% con solvente nitro. 7) Patina dopo
circa 6-7 ore. |
Doratura a guazzo
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| Si definiscono dorature a guazzo tutti quei metodi di
doratura che prevedono l'utilizzo di collanti acquosi.Questo sistema offre
ottimi risultati di lucentezza e brillantezza dell'oro sfruttando le
caratteristiche del bolo e della colla reattivi mediante bagnatura. |
Doratura a
spolvero
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| La doratura a spolvero si ottiene proiettando su uno strato
di colore o collante polveri del colore metallico desiderato: ricoprire la
superficie dell'oggetto con uno smalto di colore ocra gialla o meglio con
una speciale missione per doratura o ancora con un medio per
bronzare.Quando la pittura o la missione cominciano a seccare , cioè
quando sono in uno stadio in cui la vernice comincia a "tirare"
, spolverate sulla superficie la polvere metallica battendola con un
sacchettino di garza o facendola cadere da un colino da tè proprio come
quando si spolverano i dolci con lo zucchero a velo.Dopo questa operazione
e l'avvenuta essiccazione si passa sulla superficie un panno morbido che
serve per eliminare l'eccesso di polvere metallica.Se non si vuole
procedere alla patinatura dell'oggetto è consigliabile applicare uno
strato di fissativo per disegni o uno strato di vernice da ritocco. |
Come ottenere della polvere dalle foglie metalliche oro - argento
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| Impastare i cascami di foglia , già lavati con acqua e
sapone, con una soluzione gommosa di destrina, gomma arabica e zucchero
più acqua tanto da fare una pasta assai densa, che deve essere stesa su
lastre di zinco e fatta essiccare. In un mortaio si polverizza col
pestello poi si filtra con acqua tiepida, infine un ultimo passaggio con
alcool e lasciare di nuovo essiccare. |
Asiso - gesso per dorare
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| Gesso spento + biacca + bolo + zucchero + acqua . Fare
seccare e stemperare in chiara d'uovo |
Tombacco
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| E' un tipo di doratura a similoro con effetti particolari;
usando acidi come il solfuro di potassio, nitrato di rame, colori ad olio
diluiti. |
Mecca
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| E' un antica tecnica di doratura del legno, originaria ,
forse , della antica città araba omonima.Tra le tecniche tradizionali di
doratura, questa risulta la più economica, perchè al posto della foglia
d'oro normalmente viene usata la foglia d'argento, convenientemente
trattata con velature di vernice trasparente a base di lacca, dalla
tonalità giallo oro. |
Dipingere ad olio un metallo
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Per dipingere ad olio un metallo passare sulla superficie
metallica succo d'aglio
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Effetto marmo
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| Preparare un supporto di legno con gesso bologna e colla di
coniglio, levigare con carta abrasiva sottile, stemperare i pigmenti in
polvere nel latte e con una penna di gallina o similare stendere il colore
sulla superficie , quando sarà asciutto strofinare con la pietra di
agata. |
Encausto
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| Dopo aver dipinto su intonaco fresco con pigmenti
stemperati in acqua ( affresco ) , si ricopre il dipinto con uno strato di
cera punica ( sbiancata ) sciolta a caldo con un pò di olio di lino.Si
riscalda la superficie con una stufa o con un ferro caldo (castium) per
far penetrare quanto più è possibile la cera nei colori.Dopo qualche
giorno si lucidacon un panno di lana. |
Encausto su legno
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| 100 parti di cera vergine ( farla bollire a bagnomaria ) 24
parti di litargirio di piombo ( quando il tuoot ha raggiunto la
saponificazione cambia colore e diventa marrone , lasciare raffreddare un
pò) 200 partidi trementina veneta. |
Cera punica per l'encausto
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| Per sbiancare la cera d'api basta esporla per un certo
tempo al sole, bollirla a bagnomaria con acqua di mare. A fusione avvenuta
si prende la parte di cera più decolorata, si fa rapprendere in acqua
fredda e si espone al sole per uno o due mesi.Volendo mantenerla fluida
per mesticare i pigmenti in polvere occorre scaldarla a bagnomaria in
parti uguali con acqua.Quando la cera è fusa si aggiunge , goccia a
goccia , un pò di ammoniaca agitando il tutto con un mestolino. |
Preparazione delle tele per dipingere
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| La tela grezza non preparata può essere di lino, cotone,
juta , mista o di lino con cotone e juta a grana extra fine, media, grossa
o extra grossa.La tela grezza deve essere perfettamente ispezionata per
eliminare ogni imperfezione .Il tessuto viene poi rasato in modo da
eliminare i pelucchi del filo, spolverato e spazzolato.Viene quindi
trattata con pietra pomice, ancora senza alcun fondo.Si bagna il tessuto ,
lo si passa con la pomice, lo si spazzola con cura fino ad ottenere una
superficie pulita ed uniforme. Dopo si procede con la preparazione con
colla di pelle di coniglio. L'incollaggio ha la funzione di proteggere il
tessuto e di non permette che il colore lo deteriori Queste prime tre fasi
sono uguali per tutti i tipi di preparazione .Il primo strato di
fondo è costituito, per le tele per colori ad olio,da una
mescolanza speciale di bianco di zinco, olio di lino e trementina. A
secondo del tipo di tele vengono date più mani successive.Ogni strato
deve essere lasciato asciugare per tre giorni .La superficie viene
poi di nuovo trattata con pietra pomice .Ultimo strato di fondo a base di
biacca , olio di lino e trementina va lasciato asciugare almeno per dieci
giorni.Una preparazione poco assorbente è adatta per i colori ad olio,
acrilici e acquarello.Dopo le prime tre fasi le tele vengono spalmate per
due volte con un impasto di bianco di titanio con un legante
acrilico.MEntre unna preparazione leggermente più assorbente è adatta
per i colori ad acqua. |
Imprimitura
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| 60 gr di colla di coniglio o gelatina di pesce per 1 lt
d'acqua; far sciogliere a bagnomaria mescolando di continuo .A soluzione
avvenuta aggiungere un pò di melassa o zucchero ed applicare sulle due
parti della tela. |
Imprimitura alla caseina
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| Questa preparazione offre le maggiori garanzie per la
consistenza e la solidità.Per le tavole si procede in tal modo:
Si prende del bianco di zinco e si macina in altrettanta quantità di
acqua facendo attenzione a non far essiccare la pasta così ottenuta.
Si prendono 5 gr di questa pasta e si mescolano con 70 gr di colla di
caseina e con una pennellessa si da una mano alla tavola.
Si lascia seccare a mite temperatura, indi si applica un secondo strato
di 60 gr di colla di caseina e 20 gr di bianco di zinco macinato con acqua
lasciando asciugare.Si fa seguire ancora un terzo strato di 50 gr di colla
di caseina e di bianco di zinco sempre macinato con acqua.
Allorchè la superficie sarà ben asciutta si levigherà con pietra
pomice in poolvere e si applicherà da ultimo una soluzione di 40 gr di
colla di caseina e 40 gr del detto bianco di zinco stendendo questa
soluzione con accurata attenzione perchè quest'ultima mano va lasciata
senza passare la pomice.
Per le tele si può adottare lo stesso procedimento con la sola
differenza che la superficie, dopo il primo strato , dovrà essere
sfregata con carta vetrata 2/0 per estirpare fili e nodi della tela.
N.B. Per questo tipo di imprimitura alla caseina tanto per il legno
della tavola quanto per la tela grezza , prima di applicare l'imprimitura
, devono essere sgrassati con benzina o alcool onde togliere ogni traccia
di untume sul quale la colla di caseina non aderirebbe.
tratto dal " Manuale pratico di tecnica pittorica " di
Gino Piva
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Mestica Magra
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| Nella colla calda , dopo averla filtrata, versare del gesso
di bologna fino all'affioramento e solo allora rimescolare.Applicare da
una a tre mani e carteggiare. |
Mestica Grassa
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| Come il procedimento della mestica magra aggiungendo ancora
un pò di olio di lino con una o due gocce di fiele di bue.Si può
aggiungere del litopone e della trementina |
Mestica per pastelli
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| Stesso procedimento della mestica magra con l'aggiunta di
pomice in polvere |
Preparazione di una tela screpolata
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| 1 kg di farina 00 + terra ombra bruciata, 300 gr di colla
vinilica e acqua quanto basta.Ottenere dalla mescolatura dei suddetti
prodotti una pasta che andrà stesa e fatta asciugare, vicino ad una fonte
di calore, sulla superficie di una tela.La screpolatura avverrà per la
fermentazione della farina.Si può applicare una vernice finale opaca,
oppure del fissativo per tempera, prima di dipingere.In questo modo si
otterrà una preparazione di una tela screpolata per dipingere ritratti,
paesaggi , fiamminghi ecc. |
Trompe L'oeil
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| "Inganno dell'occhio": è questa la traduzione
letterale dal francese e nulla lascerebbe pensare ad opere d'arte.Gli
ingredienti sono: il colore ; la prospettiva , e soprattutto il talento e
il lavoro paziente e minuzioso di artisti professionisti., il tutto fuso
all'architettura della superficie sulla quale si vuol realizzare l'opera. |
Velatura
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| La velatura può trasformare completamente un dipinto, in
quanto conferisce alle superfici una preziosa semitrasparenza che esalta
le forme del soggetto.La velatura, quindi, consiste in uno strato
trasparente di colore applicato su un altro colore opaco e asciutto.In
questo modo i due colori assumono una intensità e vividezza molto
differenti dagli effetti ottenuti da una semplice mescolanza dei due,
questo perchè la luce filtra attraverso la velatura trasperente e si
riflette sul colore sottostente , dando così al dipinto un carattere
quasi tridimensionale.La velatura è stata largamente impiegata fino al
XIX secolo e artisti del calibro di Rembrandt, Rubens, Turner furono tra
coloro che l'adottarono. Fin da quell'epoca ,tuttavia, molti artisti
hanno preferito un metodo più immediato e meno elaborato ,chiamato "
Alla Prima", consistente nel miscelare i colori direttamente
sulla tela. Poichè la velatura è una tecnica di "bagnato" e
"asciutto" è indispensabile che venga eseguita in modo
progressivo: infatti la tela su cui si applica un colore può impiegare diverso
temo per asciugarsi, occorre quindi tenere ben presente che l'impazienza
può rischiare di far rovinare l'effetto di traslucido tipico di questa
tecnica.Difatti se verrà solo leggermente bagnato , il colore sottostante
si altererà e si mescolerà con quelli attigui.Se si è insoddisfatti del
colore della velatura si può semplicemente coprirla con una nuova
.In questo modo si possono sovrapporre inumerevoli velature:Tiziano,
talvolta , ne usava anche trenta.Per eseguire una velatura soddisfacente
è indispensabile sapere combinare i diversi colori .Per rendere più
agevole l'applicazione della velatura e per conferire al colore la
lucentezza tipica dello smalto è necessario usare i medium .un buon
medium può essere preparato miscelando olio di lino ed essenza di
trementina in parti uguali .Le proporzioni devono essere precise : troppo
olio farà espandere la velatura sulla tela ,mentre troppa trementina
attenuerà l'effetto brillante. L'effetto impressionistico di un cielo
abbagliante nella calda luce solare può essere ottenuto ad
esempio:applicando una velatura blu su fondo giallo.Stendere uno strato
spesso e irregolare di giallo di cadmio miscelato con bianco di titanio ,
lasciare asciugare.Miscelare un pò di blu cobalto e bianco di titanio ,
aggiungere il medium e applicare la velatura sul fondo precedente. |
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